di RICCIOTTI BORNIAArriva ottobre, il mese in cui si raccolgono gli ultimi frutti fra i quali spicca l'uva; è tempo di vendemmia e di preparazione del vino nuovo. Ed ecco il proverbio: "Ottobre, il vino è nelle doghe"; oppure: "Ottobre, vino in cantina da sera a mattina".E' il mese di sagre delluva, come quella che si svolge a Marino ai Castelli Romani, che comincia alla prima domenica del mese in ricordo della battaglia navale di Lepanto, dell'ottobre 1571, quando la flotta della Lega sconfisse quella turca.Il 4 ottobre, nel cuore della vendemmia e poco prima della Madonna del Rosario, cade la festa di San Francesco d'Assisi, che morì il sabato 3 ottobre 1226, quando aveva 45 anni.Al termine della vendemmia, ottobre declina verso la stagione buia e fredda. Generalmente incominciano le piogge insistenti che possono durare a lungo.E' tempo di arare perchè la stagione agricola è alla fine e sta per cominciare la nuova. E lo dice anche il proverbio: "Chi semina in ottobre miete in giugno". Oppure: "Molle o asciutto per San Luca semina tutto".Purtroppo, il mese di ottobre ci ricorda la strage del Vajont, dove ci furono duemila morti e ingentissimi danni. Malgrado ciò, frane, alluvioni e smottamenti, ancora oggi, fanno parte del nostro territorio. Sono calamità imprevedibili, ma causate anche dagli incendi dei boschi, che annualmente si verificano puntualmente, provocati da avventurieri, ma anche da coloro che senza alcun riguardo e rispetto della natura imbrattano i boschi con rifiuti di ogni genere, ivi comprese le materie plastiche.In ottobre non mancano le feste popolari, così ricche di tradizione, come la già citata sagra delluva in Marino e in molte località della penisola, Nella prima domenica del mese in Cavaretto (Torino) si festeggia la Vergine del Rosario, così pure a Cosenza, mentre la Madonna del buon Consiglio viene festeggiata a Iglesias (Cagliari) nell'ultima domenica di ottobre. Con la caratteristica processione dei simulacri, vi sono pittoreschi cortei di offerte e degli ex voto. Ma si svolgono anche corse di cavalli in pariglia, balli pubblici e musiche.Per concludere i ricordi del mese di ottobre, citiamo due strofe di un canto tradizionale di origine abruzzese (a suo tempo diffuso anche in tutta la penisola) dal titolo "Il pianto delle foglie", che ben si colloca con il mese di ottobre: Il cielo è chiuso, è chiusa la montagna,le foglie gialle cadono ad una ad una.Si colgono le ulive e la campagna risuona tra la nebbia di canzoni.Amore, sempre questa nebbia,quando si raccolgono le ulive e quandocadono dall'alto le foglie.Le foglie piangono per le strade edil canto risuona dentro il cuore, comeun mesto saluto, come l'addio di tantecose belle che muoiono, di tanti carinodi che si sciolgono, amore,tra il pianto delle foglie.
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